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		<title>Sussidiario o integrativo? Come il welfare entrerà nel rinnovo dei contratti nazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Talucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2020 10:08:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[bonomi]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha chiesto al Governo di non avere timore nel sostenere il lavoro e l’impresa avviando un confronto con le parti sociali. Bonomi si è quindi rivolto direttamente al sindacato, in una stagione nella quale sono tanti i tavoli di rinnovo aperti, chiedendo di superare i tradizionali dogmatismi e prendere atto dei cambiamenti che stanno interessando il [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha chiesto al Governo di non avere timore nel sostenere il lavoro e l’impresa avviando un confronto con le parti sociali</strong>.</p>



<p><strong>Bonomi si è quindi rivolto direttamente al sindacato, </strong><strong>in una stagione nella quale sono tanti i tavoli di rinnovo aperti, chiedendo di superare i tradizionali dogmatismi e prendere atto dei cambiamenti che stanno interessando il mondo del lavoro</strong>. L’invito è quello di ripensare lo scambio retributivo fondato sull’ora-lavoro, auspicando che entrino, nel rapporto di lavoro, alcuni elementi più moderni e più rispondenti ai bisogni non solo economici dei lavoratori.</p>



<p><strong>Il riferimento di Bonomi è alla conciliazione </strong><strong>tra vita professionale e vita privata, al diritto alla formazione e al welfare contrattato</strong>. Il presidente di Confindustria lo definisce “sussidiario”: aperto alla iniziativa privata, con lo Stato a completamento (questo il significato della parola). La richiesta ai sindacati è quindi quella di una maggiore considerazione della componente welfare nella contrattazione nazionale, ancor più, in correlazione alla produttività a livello aziendale.</p>



<p><strong>A</strong><strong> Bonomi ha risposto la Segretaria generale della Cisl</strong><strong> Annamaria</strong><strong> Furlan, che ha accolto la sfida del Presidente di Confindustria pronunciandosi a favore di un confronto sui </strong><strong>temi della formazione e della conciliazione</strong>. Nessuna chiusura sul welfare, che però viene accompagnato da un diverso aggettivo nella missiva della Segretaria: “integrativo”. È un particolare significativo: il sindacato intende limitare questa componente alla integrazione del welfare pubblico, dando ad essa, quindi, un ruolo residuale e complementare, non certo primario.</p>



<p><strong>La stessa Furlan ha poi invitato Bonomi a compiere un passo in avanti rispetto alla partecipazione dei lavoratori alla gestione aziendale, con riferimento anche ai risultati raggiunti dalle aziende</strong>.</p>



<p><strong>Il dibattito, di grande attualità, mette in risalto il welfare aziendale non più come un mero contenitore di benefit, ma come  strumento sempre più centrale nello scambio del rapporto di lavoro</strong>. Quale che sia la declinazione del welfare – che valorizzi l’iniziativa delle parti secondo la prospettiva sussidiaria di Bonomi o si definisca in termini integrativi secondo la concezione di Furlan –, è indubbio che questo sarà uno dei temi caldi dei rinnovi dei contratti nazionali e sarà al centro degli integrativi aziendali post COVID-19. E’ sempre più vero quel che ADAPT nei suoi rapporti sul “Welfare occupazionale e aziendale in Italia” ha osservato da subito, il welfare aziendale non soltanto l’esito di una riforma legislativa o uno stratagemma per risparmiare sui costi dei contributi e delle tasse, bensì uno dei più significativi segnali del cambiamento della natura del rapporto di lavoro in atto, meglio noto come Quarta Rivoluzione Industriale, che l’emergenza Covid-19 non ha affatto arrestato.</p>
<p>&nbsp;</p>
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