IL WELFARE AZIENDALE: DOVE RISPARMIO ED ETICA SI INCONTRANO

Una delle finalità più convincenti dell’apertura così ampia fatta dal legislatore verso i piani di welfare aziendale è sicuramente la possibilità di eliminare o quanto meno limitare le disuguaglianze sociali ancora oggi esistenti nella società: in sostanza, rendendo disponibili anche alle fasce di lavoratori più deboli quegli aiuti in beni, servizi o rimborsi che invece normalmente le categorie a più alto reddito non hanno difficoltà ad avere si realizza certamente, attraverso un piano di welfare aziendale, un livellamento verso l’alto del benessere sociale.

A questo proposito, gli accordi o i regolamenti aziendali dovrebbero essere articolati e differenziati, non assolutamente uguali per tutte le categorie; in questo modo, è possibile intercettare beni e servizi più richiesti dalle diverse tipologie di lavoratori e di intervenire nella gestione di situazioni che portano all’innalzamento del benessere e alle migliori condizioni di conciliazione vita-lavoro.

Diventa fondamentale la fase dell’analisi dei fabbisogni, svolta con una metodologia non meccanica ma ragionata, e soprattutto un piano di comunicazione ai dipendenti completo – non limitato al semplice utilizzo della piattaforma e con l’illustrazione di tutti i benefici possibili economici, fiscali e pratici.

I consulenti di Welfarebit possono favorire, anche attraverso il contratto di rete, l’istituzione di servizi specifici in condivisione; ad esempio, potrebbe risultare utile ai dipendenti il servizio di lavanderia che garantisca il ritiro e la riconsegna degli abiti direttamente in azienda, o una gestione per il pagamento delle bollette, o anche l’istituzione di una cassa mutua.

Inoltre, un piano welfare ad ampio respiro potrebbe anche coinvolgere gli stakeholder (clienti, fornitori, consulenti e lavoratori autonomi che collaborano in varia misura con l’azienda), allargando anche a loro i benefici del welfare aziendale.

Anche le PMI, grazie a un piano di welfare con queste caratteristiche, possono pensare all’istituzione e alla redazione di un bilancio sociale, biglietto da visita fondamentale per effettuare un’innovazione sostanziale e non solo di immagine.

I consulenti di Welfarebit sono a disposizione per valutare tutte le opportunità e studiare con l’azienda un piano di welfare completo, a partire dal necessario ed indispensabile risparmio economico fino alla ricerca di risorse per raggiungere maggiori risultati in tema di soddisfazione degli stakeholder e di innalzamento dell’immagine aziendale.

Angelo Grippaldi

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