Alcune grandi aziende italiane hanno trovato, nel welfare, un vaccino.

Scopriamo alcune misure di carattere straordinario a sostegno dei propri dipendenti per garantire produttività e prospettiva

Il Welfare, in questo periodo storico, caratterizzato dall’emergenza sanitaria economica, veste il ruolo di sostegno ai dipendenti, della security sul luogo di lavoro.
Ci sono molte imprese nel nostro panorama nazionale che si stanno muovendo al fine di adottare politiche e promuovere progetti di welfare aziendale con finalità sociale e di sostegno ai dipendenti ed alle loro famiglie, fino all’estendersi alle comunità stesse.

Ne è un esempio il caso del pastificio Giovanni Rana, che ha deciso di varare un piano straordinario a favore dei propri 700 dipendenti di aumenti salariali del valore complessivo di 2 milioni di euro: per ogni giorno lavorato, quindi, i collaboratori di Rana avranno diritto ad una maggiorazione dello stipendio del 25%. Come riportato nell’inserto “L’Economia” del Corriere della Sera, l’azienda ha inoltre previsto un ticket mensile straordinario di 400 euro per le spese di baby-sitting.

Un intervento molto simile è stato realizzato anche dal Gruppo Nestlè. Data la necessità – legata alle ragioni di sicurezza – di rallentare la linea di produzione, alcuni dipendenti del Gruppo hanno visto una riduzione importante del loro orario di lavoro e, di conseguenza, anche la loro retribuzione. Per dare un sostegno concreto in questa situazione di difficoltà, grazie ad un accordo tra i vertici aziendali e i sindacati, Nestlè garantirà la piena retribuzione mensile a tutti coloro che si trovino a dover sospendere o ridurre la propria attività; l’azienda inoltre erogherà ai lavoratori che assicurano la continuità produttiva nelle fabbriche un bonus mensile pari a 500 euro.

Anche la società benefit attiva nel campo assicurativo Assimoco ha dato vita a una serie di iniziative per supportare, in questo momento delicato, gli oltre 400 collaboratori: oltre ad aver attivato lo smart working, sono stati messi a disposizione alcuni servizi per fornire un aiuto ai suoi dipendenti da un punto di vista psicologico, prevedendo uno sportello a cui chiedere informazioni e avere un aiuto, incontri con psicologi e psicoterapeuti e sessioni di training autogeno.

ABenergie, produttore e fornitore italiano di energia elettrica rinnovabile e gas naturale con sede principale a Bergamo, ha invece stretto un accordo con Aon, realtà che si occupa di consulenza dei rischi nell’intermediazione assicurativa, allo scopo di offrire una polizza sanitaria finalizzata a tutelare i lavoratori e le loro famiglie nel caso fossero affetti da Covid-19.

Interventi molto simili sono stato messi a punto anche da Siropack – azienda che si occupa di packaging – e Trenord. Entrampe le società hanno promosso un pacchetto assicurativo “su misura”. In particolare, in caso di contagio, questa polizza garantirà ad ogni dipendente un’indennità da ricovero pari a 100 euro al giorno, un sostegno economico per il periodo della convalescenza (dal valore di 3.000 euro) e assistenza domiciliare post ricovero. Gli interventi di assistenza comprendono la possibilità di richiedere una collaboratrice familiare, un servizio di baby-sitting per chi ha figli con meno di 13 anni, servizio di pet-sitting e la consegna della spesa a domicilio.

Ci sono poi alcune imprese – anche molto note – che hanno scelto di fare uno sforzo economico al fine di integrare la cifra percepita dai lavoratori attraverso la Cassa Integrazione Guadagni (CIG) in modo da consentire loro di ottenere il 100% della normale retribuzione. Sono i casi della napoletana NetCom Group e di Luxottica. Quest’ultima ha inoltre realizzato un accordo con le rappresentanze sindacali al fine di far pervenire un contributo di 500 euro mensili a tutti i dipendenti che saranno chiamati a prestare servizio nel periodo di emergenza; inoltre l’intesa introduce un “principio di solidarietà” valido per il management aziendale: il gruppo dirigente di Luxottica potrà – su base volontaria – decurtarsi lo stipendio fino al termine dell’emergenza, come fatto dell’amministratore delegato del Gruppo Francesco Milleri.

Infine, anche alcune Società di Mutuo Soccorso stanno introducendo interventi che vanno in questa direzione. Il consiglio di amministrazione di Insieme Salute, ad esempio, ha recentemente deliberato misure di carattere straordinario a beneficio di tutti i suoi soci, indipendentemente dalle loro forme assistenziali di adesione. Sono stati così previsti sussidi giornalieri dal valore di 25 euro in caso di ricovero ordinario per infezione da Covid-19 e dal valore di 50 euro per ricoveri in terapia intensiva.

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